15 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento alle 14.42
Agrigento Catania

Gruppo agiva con metodo mafioso per favorire clan

Droga e pizzo, arresti della polizia a Catania | VIDEO – FOTO

15 Giugno 2019
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(ANSA) – CATANIA, 15 GIU –  Clan in difficoltà economica che non riesce a pagare ‘stipendi’ alle famiglie degli affiliati detenuti e le loro spese legali e che per ricevere una grossa partita di marijuana dall’Albania è costretto a dare in ‘garanzia’ dei suoi uomini tenuti in ‘ostaggio’ fino al saldo del debito.

E’ quanto emerge dall’inchiesta ‘Hostage’ della Dda della Procura di Catania sul gruppo del clan Mazzei che gestiva una piazza di spaccio e le estorsioni in una frazione di Misterbianco assieme a un esponente della ‘famiglia’ Santapaola-Ercolano. Le indagini della squadra mobile della Questura hanno portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare del Gip per 12 indagati: 9 arrestati, uno posto ai domiciliari e due provvedimenti notificati a persone già detenute. Tra quest’ultimi Orazio Coppola, 55 anni, esponente del clan Mazzei, accusato di essere il capo e il promotore dell’attività criminale. In particolare è accusato di gestire una ‘piazza di spaccio’ a Lineri, in territorio di Miterbianco, mentre Carmelo Distefano, 35 anni, della cosca Santapaola, arrestato, ne gestiva una nel rione San Giovanni Galermo di Catania.

I due, è emerso dalle indagini della squadra mobile, a corto di grosse liquidità finanziarie, avevano realizzato una sorta di ‘joint venture’ di capitali per acquistare grosse partite di marijuana in Albania. Investimenti per diverse centinaia di miglia di euro che i due gruppi, decimati da operazioni antimafia e colpiti finanziariamente da sequestri di beni, non avevano in contanti e per questo nel Paese dei Balcani a garanzia del debito hanno inviato, in più occasioni, almeno due dei loro uomini, indagati ma non tra gli arrestati, che sono stato rilasciati dopo essere stati per alcuni mesi ‘ostaggio’ del gruppo criminale straniero. Le indagini dell’operazione ‘Hostage’ hanno anche fatto luce su sei casi di estorsione.

Quattro delle vittime, che non avevano denunciato, dopo essere state contattate dalla squadra mobile per essere sentite hanno collaborato con le indagini. I particolari dell’inchiesta sono stati resi noti durante una conferenza stampa alla presenza, tra gli altri, del procuratore Carmelo Zuccaro e del questore Mario Della Cioppa.

 

 

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